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Buttati!

Il fuoco e una Luce. Martina vedeva solo questo davanti al suo lettino. Si era svegliata d'improvviso con un nodo in gola stranissimo. Appena aperti gli occhi aveva sentito solo urla, fumo e un odore acido, che le saliva sulle palpebre, impedendole anche di piangere.
Aveva cercato con gli occhi Susanna, la baby sitter, che ogni mattina la svegliava, ma solo dopo che mamma e papà le avevano dato il bacio silenzioso del buongiorno.
Susanna non c'era.
Forse era scappata via. Era riuscita a scampare a quell'inferno improvviso, che si era stagliato sulla serenità di uno dei soliti risvegli familiari.
Martina era rimasta sola.
Sola con i suoi pochi anni, i suoi occhi chiari e i tanti peluche, anneriti dal fumo.
Martina aveva recuperato quel coraggio inconsciente, che è di tutti i bambini ed era riuscita ad avvicinarsi al davanzale della finestra, che stava proprio vicina al suo lettino.
Da lì arrivavano le voci, le uniche, in grado di riattaccarla con il mondo, quello che poteva salvarla.
"Martina buttati, buttati. Piccola, dai dai non avere paura".
La piccola sentiva quelle voci, che la invitavano a buttarsi giù da quella minuscola finestra.

Aveva paura. Seppure fossero solo al primo piano, di quell'enorme edificio, che si era svegliato tra fiamme più alte di lui, Martina non riusciva a lanciarsi. Aveva la lucidità di capire che tra quelle fiamme non avrebbe avuto scampo, ma sapeva anche bene - glielo avevano sempre raccomandato mamma e papà - che sporgersi e cadere giù sarebbe stato altrettanto pericoloso.
Le lacrime avevano iniziato a prendere possesso degli occhi limpidi della bimba. Le rigavano il volto, ma non lo consolavano, anzi. La lanciavano dentro un buco nero di terrore, troppo profondo per essere sopportato da una creatura tanto piccola.
Il fumo si faceva sempre più insopportabile e Martina aveva deciso di addormentarsi in mezzo a quell'inferno, che le era capitato di fronte.
A un certo punto Martina, tra le voci confuse che la invitavano a lanciarsi di sotto, ne aveva distinta una.
"Martina buttati".
Era nitida, distinta, forte, vera. Superava, in ampiezza e profondità, le voci di tutti gli altri, che si contendevano la salvezza della piccola.
"Papà".
Martina lo aveva riconosciuto.
Chiuse gli occhi, aprì il cuore, spalancò le braccio e si lanciò con fede dalla finestra.
Un volo veloce, ma grande, durante il quale Martina si senti sollevata da due ali minuscole.
Si ritrovò tra le braccia robuste di suo padre.
Era salva.
"Papà, guarda, controlla, mi sono spuntate le ali, vero"?
"Sì, piccola mia, hai due ali grandi che non si vedono, si chiamano amore e fiducia. Loro ti hanno salvata e adesso rimarranno sempre con te"
"Amore e fiducia", ripetè Martina
"Amore e fiducia, le tue ali, le ali di chi spera"...
L'amore e la fiducia l'avevano salvata...

Ps: Caro A...oggi TA ancora di più"

Pubblicato il 23/3/2009 alle 13.0 nella rubrica Diario.

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