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I due Luca e i loro "Più su"

 Complice una canzone del grande Renato, il ricordo di un indimenticabile concerto all'Olimpico, oggi, tra la pioggia e le parole, ho ripensato a Luca.

Luca era un mio collega.

Chiacchierone all'inverosimile, ossuto e testardo, fragile e sognatore. A lavoro litigavamo spesso, ma lo facevamo con quella simpatia tutta sicula e senza tenerci mai rancore (e anche in questo noi siculi siamo bravissimi). Alla fine della giornata, poi, risollevavamo gli animi stanchi, descrivendo, l'uno all'altra, quello che avremmo imbandito nelle nostre rispettive cene.

Luca, quella sera del concertone dell'Olimpico, mi "salvò la vita". Io ero rimasta a piedi, lui, che viveva a due passi contati dallo stadio, scelse di accompagnarmi. Ci "imbarcammo" sul suo cinquantino sgarrupato. Lui mi diede il suo casco e per "beffare" le forze dell'ordine si mise un berrettino scuro. Sul più bello cominciò pure a piovere. Abbiamo attraversato tutta Roma, cercando di scansare i posti di blocco di Vigili, Polizia e Carabinieri (e quella sera ce n'erano parecchi, vi assicuro). Parlammo a lungo, forse per la prima volta davvero. Ci raccontammò i rispettivi naufragi sentimentali, commentammo il concerto e poi, una volta arrivati davanti al mio portone, lui da siculo premuroso, disse:

"Mari, aspetto che entri, ma sappi che mi devi una cena...mi inviterai una di queste sere"

"Contaci". Gli risposi.

"Mi fai la pasta alla Norma di cui mi parli sempre?"

"Certo".

Io non ho più potuto offrire quella cena a Luca.

Quella era, per contratto, l'ultima nostra sera lavorativa insieme. Ci siamo persi di vista.
Succede.
Purtroppo.

Luca, un mesetto dopo il concertone all'Olimpico, era volato "PIù su".

Io non mi ero accorta di nulla. Questo mi ha fatto piangere il doppio, quando ho saputo la notizia.

Oggi Luca è tornato nei miei pensieri. Ho rivisto i suoi occhi vivaci, che nascondevano a perfezione la sua prudente solitudine. Ho risentito le nostre voci "gracchianti", quando dividevamo i battibecchi in ufficio. Ho ricordato quel tragitto dall'Olimpico fino a casa mia.

Per caso, mentre si avvicendavano questi pensieri, ho aperto la posta elettronica. Ho trovato la foto inaspettata di un altro Luca. Un caro amico mi ha presentato un piccolo Luca, nato da poco, con gli occhi immensi, proiettati verso un futuro, che gli auguro di cuore possa essere pieno zeppo di Luce.

Il piccolo Luca, da quanto leggevo nella email, mandatami dal suo "zietto", nella battaglia della vita ha dovuto lottare sin da subito per farcela. Ma adesso anche lui si è guadagnato il suo "Più su". La vita ricompensa sempre chi dice sì con Amore... solo così, credo, ciascuno può conquistare il suo "Più su"....

Ps: Caro A...è vero la distanza tra Luca e Luce sta tutta in una lettera...ma l'essenza è solo Amore...

Pubblicato il 4/3/2009 alle 22.35 nella rubrica Diario.

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